La percezione del profumo

Microbiologi, genetisti e neuro scienziati hanno appena dimostrato che lo stesso fiore non profuma per tutti allo stesso modo, perché il 30% dei nostri recettori dell'olfatto, differisce tra una persona e l'altra.

I ricercatori affermano che:

"La variabilità è sostanziale perché il nostro olfatto è composto da circa 400 proteine recettrici che hanno una variabilità del 30%, ciò significa che approssimativamente abbiamo 140 recettori che risponderanno in modo differente pur  annusando lo stesso odore –

 questo rende il nostro olfatto unico ed individuale, una combinazione di recettori che fa sentire in modo differente la piacevolezza, l'intensità e la qualità delle molecole odorose".

quindi con modelli matematici complessi essi hanno calcolato che tra 2 individui esiste una variabilità pari al 30% nell'annusare lo stesso identico profumo.

In confronto alla struttura dell’occhio, il naso è relativamente semplice: un tappeto di recettori che si legano alle molecole esterne e mandano al cervello il segnale corrispondente. Ma come fanno molecole con una struttura simile a produrre odori del tutto diversi  e molecole  differenti ad avere quasi lo stesso effetto olfattivo?

Alcuni  studiosi hanno pensato che il funzionamento dei recettori del naso implicasse un qualche tipo di meccanismo quantistico;  

Questa è l’ipotesi di Luca Turin,  biofisico,esperto internazionale di profumi,secondo  il quale” le molecole stesse entrano in vibrazione all’interno del recettore, in modo da mettere in comunicazione le due parti del “sensore” e far scattare il segnale di un odore. Questo spiegherebbe anche come facciano leggerissime modifiche della struttura a cambiare totalmente il risultato finale.”

In alto in giallo il bulbo olfattivo da cui partono i nervi olfattivi

I BUONI E I CATTIVI. 

Perché un determinato profumo ci attira o ci respinge?

Esiste un database delle parole che descrivono gli odori (Atlas of Odor Character Profiles)» dice Alfredo Fontanini, professore al Dipartimento di neurobiologia e comportamento alla Stony ­Brook university nello stato di New York .

Una sua analisi rivela l’importanza nell’olfatto del valore “edonico”.

Gli odori e i profumi possono cioè essere buoni o cattivi: un fatto che non ha nessun parallelo ad esempio nella vista...

 Il colore  verde  non è né buono né cattivo.

Viceversa l’odore di fogna è disgustoso e quello del pane appena sfornato delizioso.

 Il fatto che diamo un valore emotivo agli odori fa pensare che siano profondamente legati alla nostra sopravvivenza.

Le molecole che annunciano “cibo” o “sesso”, danno al cervello un identico segnale positivo» conclude il dott Fontanini

Odori percepiti sgradevoli ci allontanano da sostanze tossiche.

 Non è questione  quindi di molecole singole, ma della  storia profonda della nostra specie, che in milioni di anni di evoluzione ha classificato le molecole odorose e usa ciò che ha imparato;

semplicemente, il naso separa ciò che rappresenta cibo o altri aspetti gradevoli da ciò che rappresenta pericolo.

 L azione endo -endocrina dell olfatto è utilizzata moltissimo dall industria dei profumi che fidelizza e lega a se i consumatori di un tale profumo ,la via olfattiva è veloce,immediata  ,il messaggio ormonale arriva diretto,

dai profumi chimici di sintesi dei fazzolettini,a lla carta igienica profumata, ai deodoranti  sono tutti  interferenti endocrini,cioè molecole che possono provocare danni proprio al nostro apparato endocrino.

Molti soggetti diventano sensibili ed allergici a queste sostanze