I l nostro viaggio alla scoperta delle erbe tintorie continua con un rosso porpora splendido: la polvere della radice della Robbia!
La parte utilizzata a scopo tintorio è la radice, con una corteccia rossastra e l’interno di colore giallognolo. La Robbia cresce spontaneamente in tutto l’Oriente. Oggi questa pianta non è quasi più usata per tingere, ma le sue radici si trovano ancora nei mercati orientali e sono utilizzate come materiale per lavori artigianali. Le radici, di circa 2 o 3 anni, vengono raccolte in autunno, seccate al sole e macinate, fino ad ottenere una polvere, poi conservata dentro a delle botti fino a quattro anni. L’invecchiamento, caratterizzato da processi di fermentazione e idrolisi enzimatica, spesso ne migliora le capacità tintorie, poiché i principi coloranti vengono in questo modo liberati dai loro legami con gli zuccheri. Spesso si osserva che la polvere di radici che si trova in commercio non è pura, ma miscelata a quella di sandalo e altri legni rossi, per questo motivo i colori che si ottengono non sono sempre uguali. La radice di  Robbia contiene numerosi pigmenti di natura antrachinonica, il più importante dei quali è l’alizarina. Il colore che si ottiene è un rosso ruggine, la cui intensità dipende da diversi fattori: dalla concentrazione del bagno, dalla durata dell’immersione della fibra da colorare, dall’invecchiamento della radice e dal suo contenuto in tannini. 
Ma torniamo a parlare dei capelli....
La polvere di Robbia ( Rubia Cordifolia) è un ottimo correttore per ottenere tonalità rosato-violacee e soprattutto è utile per freddare i riflessi ramati della lawsonia...
La Rubia Cordifolia, è conosciuta anche come robbia indiana e la troviamo spesso riportata nell'INCI delle confezioni con la denominazione " Manjistha ", il suo nome in sanscrito!
Sui capelli, la robbia o manjistha ha proprietà:
- ammorbidenti
- lucidanti
- purificanti
È molto efficace infatti per eliminare il prurito causato da psoriasi e  dermatite, purificando il cuoio capelluto; stimola la guarigione dei tessuti danneggiati da lesioni o infezioni; ed è, inoltre un buon disintossicante!
Il rosso intenso rilasciato dalla robbia è in grado di coprire  i capelli bianchi e può essere anche impiegato, in modiche quantità e per brevi pose, per ravvivare mèches e colpi di sole ormai opachi e sbiaditi.
Il suo potere tintorio tuttavia non è altissimo: il colore rosso conferito dalla robbia non è permanente come quello dell' henné, ma tende a svanire nel giro di diversi shampoo. Per quanto riguarda l'intensità della colorazione, essa varia anche in funzione della quantità di robbia utilizzata. La gamma tintoria va dal rosa pallido ad un rosso scuro, molto intenso e profondo, piuttosto freddo.
Assolutamente da provare! Voi che ne dite?